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Felicitudine due

29 ottobre 2009

Felici quelli che soffrono,
perchè saranno consolati.

Giuseppina Bakhita

Santa Giuseppina Bakhita 1868 - 8/2/1947

E’ difficile spiegare questa beatitudine ad una persona che soffre, quantomeno questa persona mi dirà che sono pazzo.
La sofferenza fa parte della vita di tutti noi, non è possibile evitarla, anche se viene vissuta da ognuno con un differente grado di intensità.

Tra la condizione di dolore e la consolazione viene tracciato un percorso di riscatto; la felicità è già adesso, nella sofferenza, perchè sono sicuro che Gesù mi donerà la consolazione, in un futuro prossimo del quale ho l’assoluta certezza.

Il senso positivo di questa beatitudine sta proprio nel passaggio dall’afflizione alla consolazione, con la sicurezza che il Signore non mi lascia mai solo.

Una santa extracomunitaria

Da “santiebeati.it”:
Santa Giuseppina Bakhita, vergine, che, nata nella regione del Darfur in Sudan, fu rapita bambina e, venduta più volte nei mercati africani di schiavi, patì una crudele schiavitù; resa, infine, libera, a Venezia divenne cristiana e religiosa presso le Figlie della Carità e passò il resto della sua vita in Cristo nella città di Schio nel territorio di Vicenza prodigandosi per tutti.
Nacque nel Sudan nel 1869 e morì a Schio (Vicenza) nel 1947. Fiore africano, che conobbe le angosce del rapimento e della schiavitù, si aprì mirabilmente alla grazia in Italia, accanto alle Figlie di S. Maddalena di Canossa.

Nella sua vita Bakhita (che significa fortunata) ha sofferto moltissimo, ma attraverso l’incontro con “il Buon Dio” ha potuto percorrere una strada che ha riscattato le sue sofferenze e le ha donato la fede.
I disegni di Dio sono spesso più fantasiosi di quanto la mente umana può immaginare.

Nella lettera enciclica “Spe salvi” papa Benedetto XVI ricorda così la santa:
«Mediante la conoscenza della speranza lei era “redenta”, non si sentiva più schiava ma libera figlia di Dio»
(La fede è speranza, punto 3, pag. 8 )

Per ulteriori approfondimenti si rimanda ai seguenti links:

C’è un solo male al mondo:
non conoscere l’esistenza di un Padrone così buono.

Nacque nel Sudan nel
1869 e morì a Schio (Vicenza) nel 1947. Fiore africano, che conobbe le
angosce del rapimento e della schiavitù, si aprì mirabilmente alla
grazia in Italia, accanto alle Figlie di S. Maddalena di Canossa.
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