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Felicitudini

27 ottobre 2009

Dal vangelo secondo Matteo (5, 1-2)
Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.
Si mise a parlare e insegnava loro dicendo …

Beato Angelico - Il discorso della montagnaInizio qui una serie di post (articoli) sul discorso della montagna, dove Gesù pronuncia la carta costituzionale del credente: le beatitudini.

In questi articoli ho pensato di usare il termine “felicitudine” che, nella lingua italiana, non è forse un termine corretto ed appropriato, ma che secondo me rende bene l’idea di cosa siano le beatitudini : felicità.

Nel commentare questo brano fondamentale del Vangelo di Matteo prenderò spunto da un libro scritto dalla giornalista Silvia Giacomoni, “Dice Matteo – Il rabbi che amava, seguiva, interpretava Gesù”.
Si tratta di una rilettura originale fatta dall’autrice, come se fosse un racconto, con un linguaggio che a volte si rifà al testo greco e a volte interpreta e spiega usando uno stile personale e moderno. Ecco come sono riportati i primi due versetti:

Dice Matteo:
Gesù vede venire dietro di sè folle di gente semplice, di bisognosi, anche di ignoranti. Perchè tutti lo possano ascoltare, sale sul monte e si siede sull’erba.
I discepoli si mettono accanto a lui e lì, all’aperto, Gesù parla delle cose che gli esperti della Legge trattano quando -per insegnare – siedono nelle sinagoghe, dove si va a pregare, ad ascoltare le scritture e la loro spiegazione.
Sul monte, Gesù insegna il significato delle parole che stanno scritte nella Legge e nei profeti. Prima di tutto rivela a chi appartiene il Regno di Dio e la sua felicità.

Monte
Il monte è il simbolo dell’incontro tra l’uomo e Dio; ricorda il Sinai, dove Dio consegna a Mosè le 10 tavole della Legge, o anche il Tabor dove Gesù è trasfigurato; sono le montagne a me care dove è avvenuto il mio incontro intimo con Dio.

Otto beatitudini
Il numero otto è un numero simbolico, rappresenta la resurrezione:  Gesù è risuscitato il primo giorno dopo la settimana, cioè il giorno ottavo. Ecco perchè nell’antichità i battisteri avevano una forma ottagonale, poicè il numero 8 indica la vita indistruttibile.
Con le beatitudini scopriamo che Dio è l’autore della felicità (e non il nemico) e desidera che questa felicità sia la condizione di ogni uomo.
Gesù annuncia una cosa sconvolgente per la mentalità di allora: è possibile essere pienamente felici qui in questa nosta nostra esistenza.

Nei prossimi post tratterò singolarmente le otto beatitudini, associandole  ad un beato o un santo che fa già parte della cosiddetta “chiesa trionfante”.

La schiera dei santi al cospetto di Dio dà forma al volto di Cristo.

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