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L’altra metà di me

2 ottobre 2009

Commento al Vangelo del 4 ottobre 2009, XXVII domenica del tempo ordinario (anno B)
prima parte

+  Dal Vangelo secondo Marco (10, 2-12)
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

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Al principio

Per ogni cosa c’è sempre un inizio. Ripenso a quello che è stato il principio della relazione con mia moglie, ed a quello che è venuto dopo, ma non basterebbe un giorno intero a raccontare il grande dono col quale Dio ci ha fatti incontrare; mi vengono in mette solo delle nude parole, che metto così di seguito in ordine cronologico (almeno credo …) :

corteggiamento, seduzione, conoscenza, innamoramento, scelte, progetti, sacramento, unione, procreazione, sguardo comune, figli, futuro, …

Gesù ricorda quale è stato il principio della creazione citando il brano della Genesi dove la donna viene creata a partire da una costola dell’uomo (Gn 2, 21 ) ; qui ribadisce anche che questa unione benedetta da Dio non deve essere infranta dall’uomo; il fatto che Mosè abbia permesso all’uomo di ripudiare la donna è motivato da una “malattia del cuore” che viene descritta anche in altre parti della Bibbia (vedi qui); e l’atto di ripudio costituiva un rimedio per limitare i danni nei casi dove le durezze di cuore prevalevano sulla volontà di Dio.

Diagnosi e ricetta

Gesù è il medico che fa una perfetta diagnosi dell’animo umano individuando nel cuore, il centro spirituale dell’uomo, la parte affetta da una malattia che ancora oggi è presente: la sclerocardia.
La chiusura, il rifiuto dell’amore di Dio è la causa di questa malattia e l’ostacolo principale alla guarigione sta proprio nel respingere il dono che ci è stato fatto.
Gesù ci riporta allora all’origine ricordandoci che per guarire, per togliere dal nostro cuore tutte quelle incrostazioni, è necessario ritornare ad unirci a Dio.

Unioni

Mi è impossibile descrivere in modo esauriente tutti i fatti concreti di vita che uniscono me alla mia “dolce metà”; sì perché dopo dieci anni di matrimonio si arriva a comprendere che l’espressione “una carne sola” non riguarda unicamente l’eros, l’unione sessuale; è sicuramente anche questo, ma è molto molto molto di più, è un essere consapevoli di partecipare con Dio ad un mistero più grande di quanto noi possiamo capire.

E se io posso amare ed essere amato dalla “mia metà” allora posso comprendere anche quale sia l’amore che Dio ha per me, in prima persona. E’ prima di tutto un amore perfetto, che precede ogni cosa, ma che poi si è fatto carne egli stesso, mandando il suo figlio Gesù per salvarci.

Gesù stesso è lo specchio nel quale marito e moglie si possono guardare, capire, confrontare, risistemare … ed infine amare

Salmo 127

salmo 127Ci benedica il Signore tutti i giorni della nostra vita

Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.

Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!
Pace su Israele!

Questo salmo mi è particolarmente caro perché lo abbiamo scelto per il nostro matrimonio.
Fa parte della liturgia della XXVII domenica e lo riporto qui poiché descrive l’uomo che teme-ama il Signore ed osserva le sue leggi; l’amore per la sua donna è arricchito dal Signore con il dono dei figli.
Mi riconosco abbastanza in queste parole, pur consapevole di non essere perfetto; benedico Dio per le grazie che mi ha donato in questi miei anni di matrimonio.

Fallimenti

Così come ai tempi di Mosè non tutto funzionava come Dio aveva predisposto, così anche oggi assistiamo a tante unioni matrimoniali che si spezzano, e noi stessi conosciamo coppie che si sono separate o che stanno per farlo.
Abbiamo imparato, anche dalla nostra esperienza, che ogni separazione porta dolore, e certamente è così per ognuna di queste persone che cedono alla durezza dei loro cuori.
Dobbiamo chiamare le cose con il loro nome, ma per noi uomini è sempre difficile separare il giudizio sulla persona dal giudizio della situazione in cui vive la persona stessa.

Eppure Gesù fa così: separa il peccato dal peccatore; noi dovremmo cercare di fare lo stesso.
Ogni persona è poi un caso unico ed anche in queste situazioni è sempre bene saper distinguere.
Chi si rimette in cammino per riavvicinarsi a Dio merita sicuramente una risposta.
Io davvero mi sento spiazzato in questi casi: non so dare delle risposte concrete.
Non so davvero cosa la Chiesa potrebbe fare di più, oltre a quello che già sta facendo o cerca di fare.

Una cosa però è certa: se Gesù vivesse oggi, qui dove siamo noi ora, andrebbe in cerca delle sue pecorelle smarrite per riportarle all’ovile.
Io come potrei aiutarlo ?

…state molto attenti a non far piangere una donna ché poi Dio conta le sue lacrime!La donna è uscita dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere pestata, nè dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale … un po’ più in basso del braccio, per essere protetta e dal lato del cuore, per essere amata …”
Pensiero tratto dal Talmud

Benigni legge il canto V dell’Inferno – Divina Commedia: Amor, ch’a nullo amato amar perdona


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