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Sollevando farfalle

21 settembre 2009

farfalla su roccia

Estate scorsa, gita in montagna con la famiglia; dopo una bella camminata arriviamo ad un piccolo laghetto montano dove decidiamo di fermarci a pranzare.
Panini, siesta, giro del lago, sassi lanciati in acqua, giochi vari.
Mentre siamo in riva al lago il figlio maggiore mi chiama, facendomi notare una farfalla che, posata sul pelo dell’acqua, batte freneticamente le ali cercando inutilmente di sollevarsi e volare via.
Subito tutta la famiglia si raduna attorno a questa “scuola della natura”.

Le piccole e delicate ali sono ormai bagnate ed io dentro di me penso che non ce la farà mai a risollevarsi e che è destinata ad una fine certa.
«Papà salvala !» mi dice improvvisamente il figlio maggiore.
Mi rendo conto che non servirebbe a molto spiegare che non ci sono possibilità, che la natura deve fare il suo corso, che la vita (delle farfalle) è così, ecc … ecc …
Metto la mia mano sotto il pelo dell’acqua e, cercando fare  il più delicatemente possibile,  sollevo la farfalla posandola poi su di una roccia vicina.
Soffia un vento leggero e la farfalla rimane tenacemente aggrappata alla roccia, con le ali che si muovono quasi meccanicamente. Rimaniamo un pò a guardare cosa succede e poi ritorniamo ai nostri giochi.
Prima di ripartire per tornare a casa andiamo a vedere come sta la nostra farfalla: è ancora lì allo stesso posto sulla roccia, le ali continuano a battere mosse da un vento che si è fatto ora più forte.

Ci incamminiamo sul sentiero del ritorno e dentro di me resta la sensazione di quanto la nostra vita sia fragile e delicata, come questa farfalla dalle ali bagnate. E di come a volte ci si possa trovare in situazioni difficili, sia materiali che spirituali, bagnati fradici ed incapaci di venirne fuori da soli.
Alla sera si ritorna sull’argomento perchè il figlio piccolo chiede :
«Papà, dici che la nostra farfalla ce l’avrà fatta a volare via ?»


Io non sono sicuro che la “nostra” farfalla sia riuscita a salvarsi, ma certamente noi abbiamo fatto quello che era nelle nostre possibilità, togliendola dall’acqua e posandola sulla roccia.
Il vento avrà fatto la sua parte, soffiando delicato e forte insieme, avrà asciugato le sue ali e poi … chissà …

Ripenso a quante volte nel passato ho incontrato persone in difficoltà e non ho saputo dare loro un aiuto, bloccato dai miei calcoli umani; o magari di fronte ad un piccolo sbaglio commesso da qualcuno nei miei confronti non ho saputo cancellare il rancore e perdonare, così come avrebbe fatto Gesù.

E capisco allora come, a volte, possa essere semplice dare un’altra possibilità, facile come sollevare una farfalla.

Solo toccandola potete sapere se l’acqua è fredda
(proverbio ntomba, Rep. Dem. Congo)

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