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Mimmo

19 settembre 2009

triciclo

Nota: il nome è inventato, la persona e il fatto raccontato sono reali.

Mimmo è un ragazzo (meglio dire un uomo) che io chiamo “speciale” ma con un linguaggio politicamente corretto si potrebbe definire come persona diversamente abile, con una disabilità psichica e fisica.

Ha oggi più di 40 anni e vive nella sua famiglia, creando non pochi problemi ai genitori ormai anziani, e pure loro con vari acciacchi.

A chi percorre le vie di (…)  sarà capitato di incontrarlo: gira su una bicicletta a tre ruote, una specie di triciclo per persone adulte, ascoltando a volume altissimo una vecchia radio/mangiacassette che tiene a volte in mano e a volte in un cestino posto tra le ruote posteriori del suo fantastico mezzo di locomozione.

Percorre sempre le stesse strade ad un’andatura molto lenta, ciondolando sui pedali, occupando costantemente il centro della carreggiata e quindi creando non pochi intralci alla circolazione delle automobili che cercano di superarlo.

Qualche tempo fa ci capita di trovarcelo davanti mentre noi siamo in auto.
La prima cosa che pensiamo è  «Noooo, Mimmo !!!»
Sapendo già cosa mi aspetta cerco di armarmi di santa pazienza; provo a superarlo ma lui, intuita la mia mossa, si sposta verso il centro della carreggiata impedendomi di fatto la manovra per il sopraggiungere di un’auto dall’atra parte.
Poi si volta leggermente e mi sembra di scorge un sorriso beffardo.

«Allora lo fa apposta !» sbotto io.
«Certamente», mi risponde la moglie, che lo conosce da un pò di tempo, aggiungendo saggiamente: «dai stai calmo».
In quei momenti in cui sono bloccato dal traffico o da qualche ostacolo sulla strada, viene fuori “l’automobilista feroce” che è in me. Non mi piace la situazione in cui sono costretto e piano piano sento che monta un sentimento … come dire … di avversione.
Finalmente, dopo vari tentativi, mi riesce la manovra di sorpasso; affiancandolo mi giro e lo guardo: la sua mi pare una espressione soddisfatta.
Mentre lo supero gli dedico mentalmente alcuni pensieri, come dire, non troppo benevoli.
La moglie chiosa «Hai visto, bastava avere un pò di pazienza».

Non capita spesso di incontrare per le nostre strade persone “speciali” come Mimmo; nella nostra società ricca e dedita alla cultura dell’immagine,  interessata principalmente ad apparire, si tende ad evitare i contatti con persone e situazioni che ci ricordano che la vita con noi è stata più generosa di quanto possiamo pensare.
Invece Mimmo con il suo comportamento ci costringe a percorrere con lui un pezzo di strada, ci dice «Hei, guarda che anche io esisto!».

Da questo incontro mi rendo conto di aver tratto un insegnamento prezioso, e ringrazio il Signore per questo.
La prossima volta che incontrerò Mimmo sulla mia strada rifletterò su questo e, dopo averlo finalmente superato, gli dedicherò mentalmente una benedizione.

Dobbiamo essere come i peli del cane; sono rivolti tutti nella stessa direzione
(proverbio bantandu, Rep. Dem. Congo)

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