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Silenzio d’oro

23 febbraio 2012

“La parola ‘ d’argento,

il silenzio è d’oro”

Tutti noi siamo invitati al silenzio e tutti noi – a volte – lo desideriamo.

Il silenzio è d’oro … E’ verissimo, ma …

  • a volte il silenzio è “troppo”
  • a volte il silenzio è così rumoroso che distrae
  • c’è un silenzio che sconvolge dall’ansia
  • e ce n’è uno che sgomenta dall’assenza

Esiste un silenzio spirituale che è quello in cui non siamo più attirati a Dio, ma  rimaniamo attaccati a Dio con tutte quelle forze che non abbiamo

E’ sempre d’oro, ma pesa più del piombo.

5 commenti Lascia un →
  1. ROMEO permalink
    23 febbraio 2012 10:15

    Esiste anche un silenzio che vuole mettere a tacere quel vespaio formato da pensieri e sentimenti che ronzano e si insinuano nella nostra mente quando siamo “distanti” da Dio e siamo fortemente immersi nel materiale. E’ uno strumento che vale più dell’oro perchè ci avvicina a Dio, alla Pace di Gesù, “Vi lascio la pace vi Dono la Mia Pace” che non vuol dire essere assenti, anzi presenti ed in Comunione con la Luce ed allora anche le nostre azioni ne beneficeranno; “non sono Io che vi giudico ma sono le vostre azioni”. Il verbo è altrettanto importante solo che deve essere ben indirizzato e solo con il silenzio si può divenire coscienti della sua importanza. La nostra lingua può essere più tagliente di una spada affilata e può essere strumento di verità. Imparare a dosare la parola è uno dei più grandi insegnamenti di Gesù e ci invita a non preoccuparci per la nostra difesa anche quando saremo chiamati davanti ai tribunali perchè sarà Lui in noi a suggerirci le parole giuste. Per un cristiano il “preoccuparsi” dovrebbe essere sostituito dall’ “occuparsi”.
    Grazie Anna.
    Ciao.
    Romeo.

  2. 23 febbraio 2012 10:38

    1) “Occuparsi” lo fanno in molti, tutti direi; per il “preoccuparsi” viene fatto da pochi. Tant’è che si dice di “voler vivere senza preoccupazioni”.

    2) Esiste un “troppo” anche nel silenzio. Quel “troppo” che ascolta, ma (pare) che il Signore taccia. Questa è la parte difficile da sopportare, non quella del silenzio che tanto attira specialmente a Dio.

    E’ una lancia spezzata per quelli che si sentono spiritualmente amorfi:
    un dolore devastante e subdolo;
    un dolore che nessuno vede e di cui nessuno (ovviamente) si preoccupata;
    un dolore snobbato perchè “sono tutte fisime” …
    Ma esiste ed è veramente tanto.
    Ed è qui che noi cristiani super occupati dovremmo preoccuparci.

    Siamo quei barellieri che prima “tirano sul tetto” e poi “calano ai piedi di Gesù”.
    E’ un monito ai cristiani superimpegnati, superconvinti, superspirituali.

    Prima delle opere è necessario il cuore, l’animo che si riempie di preoccupazione

    Gli occhi in Quaresima non devono stare bassi, ma dritti negli occhi altrui, nel cuore altrui

  3. ROMEO permalink
    23 febbraio 2012 11:24

    Si Anna, sono d’accordo sul tuo significato di occuparsi ma il mio occuparsi era inteso alle opere del Signore di cui per la maggior parte della giornata non ce ne occupiamo ne ce ne preoccupiamo.Sono proprio le opere che rinfrancano il cuore e toglie le ansie e le preoccupazioni, naturalmente il presuposto è che le opere siano guidati da pensieri e sentimenti armoniosi altrimenti il risultato è l’opposto. La commiserazione aiuta fino ad un certo punto dopodicchè deve entrare la Verità perchè è la Verita che Libera.
    La Verità non deve disilludere chi è attaccato al palo dell’illusione lo deve guidare a venirne fuori quando Lui lo vorrà con tutte le Sue Forze, proprio come il paralittico di cui abbiamo parlato in precedenza.
    Grazie.
    Ciao.
    Romeo.

  4. 27 febbraio 2012 12:47

    Premetto che sono una gran chiacchierona al contrario di un tempo quando mio padre mi chiamava “muntò”, “montone” , perchè stavo sempre in silenzio non sapendo cosa, quando, come e perchè dire. Era il frutto di un’educazione rigorosa dove era stigmatizzato tutto ciò che usciva dalla bocca di un bimbo. I bambini devono stare sempre zitti, ricordo che dicevano.
    Oggi vivo il paradosso del molto, quando devo trasmettere la fede, parlare di Dio del suo progetto a piccoli e grandi nelle catechesi che mi sono affidate o nel servizio quotidiano alla famiglia e alla persona.
    Vivo altresì il paradosso del vuoto,del nulla, quando al silenzio di Dio rispondo con il mio corpo crocifisso.E’ questo il silenzio che amo perchè in quel momento Dio comincia a parlarmi.

  5. 27 febbraio 2012 13:17

    Anto,
    hai capito perfettamente cosa intendevo dire.
    Grazie

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