L’importanza di un “del”
16 febbraio 2012
Fare bene, facendo del male è deprecabile (per non dire che è peccato)
Far del bene, facendo (magari) male è un gran merito
La prima potrebbe essere anche falsa Carità
La seconda potebbe essere Carità perfetta.
Una preposizione messa da una parte piuttosto che da un’altra fa una grande differenza.
4 commenti
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Io credo che sia sempre male in entrambi i casi, forse nel secondo caso ci illudiamo di far del bene o ci mascheriamo dietro ad una parvenza di bene e quindi sempre falsità. E’ più tenebra.
Grazie Anna.
Ciao.
Romeo.
Sicuro?
E’ bene accordare i capricci dei bambini?
E’ bene che il chirurgo non operi?
E’ bene lasciare perdere l’ingiustizia per salvare la faccia?
… e via di questo passo.
Per far male intendevo quello che percepisce chi sbaglia e sbagliando ferisce il prossimo, non il “far male” inteso come colpire alla cieca.
No e si, nel senso che bisognerebbe capire perchè i bambini fanno i capricci, se è necessario che il chirurgo operi, se il salvare la faccia è una via di mezzo ovvero è un tradimento, insomma io penso che bisogna sempre valutare bene e di volta in volta e non dare nulla per scontato perchè quello che una volta era un si oggi potrebbe essere un no e viceversa. Spesso dietro alle nostre “sicurezze” si nascondono le tenebre ma non sempre, occorre avere la verginità mentale del bambino che si fida totalmente dell’Unico Padre e non dare retta alle forze cadute dell’uomo. “Conosco l’uomo però non mi fido di lui.
I tuoi spunti Anna sono sempre graditi e spero di contraccambiare con i pensieri che di volta in volta mi giungono senza la presunzione di avere la verità in tasca ma solo per poter confrontarli con altri.
Ciao.
Grazie.
Romeo.
Ti ringrazio sempre, Romeo, per i tuoi pensieri.
Grazie